Riferimenti

Glossario

Spiegazione rapida dei termini tecnici utilizzati nel mondo della pizza e della lievitazione.

Aggiornato il 20 luglio 2026 · 3 min di lettura

A

Autolisi: Riposo dell'impasto dopo aver mescolato farina e acqua (senza sale e lievito) per 20-60 minuti. Consente alla farina di assorbire completamente l'acqua e al glutine di iniziare a svilupparsi naturalmente, rendendo l'impastamento successivo più facile e riducendo i tempi totali.

B

Biga: Prefermento asciutto italiano composto da farina, acqua (in proporzione 2:1) e poco lievito, lasciato fermentare 12-18 ore. Dona struttura forte, miga aperta e crosta croccante. Più complesso da gestire ma risultato eccezionale.

F

Forza della farina: Misura di resistenza alla fermentazione di una farina, indicata con "W". Farina debole (W 200-250) assorbe poca acqua; farina forte (W 350+) assorbe più acqua e regge fermentazioni lunghe.

I

Idratazione: Percentuale di acqua rapportata alla farina. Con 500g di farina e 325ml di acqua, l'idratazione è il 65%. Determina se l'impasto è secco (55%) o morbido (80%). È il parametro fondamentale per il tipo di pizza.

M

Maturazione: Processo di fermentazione lungo di un impasto, spesso in frigo per 24-72 ore. Sviluppa sapore complesso, migliora la digeribilità e consente al pizzaiolo di pianificare il momento di cottura con flessibilità.

P

Poolish: Prefermento francese liquido al 100% di idratazione (uguali quantità di farina e acqua), con poco lievito, fermentato 12-16 ore. Integra facilmente, sviluppa aroma dolce, regala miga bilanciata. Ideale per chi inizia.

S

Staglio: Operazione di stendere e dividere l'impasto lievitato in porzioni (panetti), manipolando delicatamente per non perdere i gas intrappolati. Letteralmente "taglio", ma non con coltello: con le mani.

T

TDA (Temperature Dough Algorithm): Formula per calcolare la temperatura dell'acqua di impasto in modo da ottenere una temperatura finale desiderata. Formula: (Temp desiderata × 3) - Temp ambiente - Temp farina = Temp acqua. Strumento di controllo della lievitazione.

Termini aggiuntivi

Cornicione: Il bordo gonfio della pizza, caratteristico di napoletane e moderne. Nasce da impasto ben lievitato e cottura con calore laterale/superiore concentrato. Deve essere aerato e fragile, non denso.

Miga: L'interno della pizza dopo la cottura. Con trama d'aria (alveoli) è "miga aperta" (buona); completamente densa è "miga compatta" (meno desiderabile per pizza).

Panetto: Porzione di impasto divisa dopo la lievitazione, pronta per essere stesa e cotta. Un panetto di pizza tonda standard pesa 250-300g.

Lievito di birra: Microorganismo vivo (Saccharomyces cerevisiae) che fermenta gli zuccheri della farina, producendo anidride carbonica (gonfiore) e alcol (sapore). Disponibile fresco o secco.

Lievito madre: Coltura viva di batteri e lieviti selvatici (non controllati industrialmente), mantenuta "rinfrescando" con farina e acqua regolarmente. Produce fermentazione più lenta ma sapore più profondo e complessità.

Panatura: Rivestimento di un alimento con farina, uova e pangrattato prima della frittura. Non pertinente per la pizza, ma talvolta confuso da chi associa "pizza fritta" a questa tecnica.

pH: Misura dell'acidità di un composto. Un impasto fermentato lungo sviluppa acidità (pH basso), che contribuisce al sapore e alla preservazione. Importante per chi ferisce in frigo.

Poke test: Test di lievitazione: affonda delicatamente un dito nell'impasto. Se l'impronta scompare lentamente (2-3 secondi), l'impasto è lievitato giusto. Se scompare istantaneamente, è ancora poco lievitato.

Rimonta: Gonfiamento che continua dopo aver formato il panetto, durante il riposo finale prima della cottura. Essenziale per sviluppare il cornicione.

Sovraidratazione: Eccesso di acqua nell'impasto rispetto alla capacità di assorbimento della farina. L'impasto diventa impossibile da stendere manualmente. Si corregge con il riposo e tecniche di pieghe.

Autolisazione: Vedi "Autolisi". Termine alternativo meno frequente.


Note finali

Questi termini sono la lingua della pizza artigianale contemporanea. Impararli aiuta a comprendere ricette, conversazioni tra pizzaioli e il "perché" dietro ogni passo della ricetta.